venerdì 22 giugno 2012

Giorno 16. In giro per Jo’burg

La mattina riusciamo ad alzarci un pochino più tardi e alle 10.40 ci viene a prendere il solito pulmino per portarci in aeroporto. Alla dogana questa volta nessun problema e salutiamo lo Zimbabwe con la voglia di averlo voluto girare di più!
Arriviamo all’aeroporto di Johannesburg e ci dirigiamo subito verso l’ufficio informazioni, decisi a capire come girare la città.
Ci spiegano che possiamo farlo solo con una guida e ci presentano Freedom che ci racconta un po’ il giro che ci farebbe fare. Non possiamo visitare il museo dell’Apartheid perché ci spiega chiude tra un’ora, ma comunque ci farà fare un giro piacevole dopo averci accompagnati in hotel per cambiarci scarpe e lasciare le valigie.
Siamo pronti in pochi minuti e ci fa girare un po’, spiegandoci la storia di questa città e il contributo dell’eroe nazionale e non solo, Mandela.
Parcheggia la macchina in un parcheggio sotterraneo e ci porta sulla torre più alta della città: 50 piani all’interno di un centro commerciale. Da sopra ci spiega un po’ la città, specificandoci che tutti i grattacieli che vediamo sono solo per business o di grandi compagnie mondiali quali la coca-cola. Ci mostra lo stadio che è stato costruito per i recenti mondiali e dopo poco riscendiamo a prendere la macchina. 
Il giro prosegue tra i contrasti della città: osserviamo dalla nostra Mercedes il caos di uno dei quartieri più popolari. Sui marciapiedi viene venduta qualsiasi cosa, dalla frutta ai vestiti di seconda mano che, come ci spiega la nostra guida, arrivano da associazioni umanitarie e poi vengono rivenduti come usato. Le condizioni igieniche sembrano pessime, vediamo ogni tanto dei piccoli roghi, forse rifiuti dei venditori. Questa zona ci ricorda un po’ il nostro viaggio a Catania, un po’ Napoli, un po’ Porta Portese.
Agli antipodi di quello che abbiamo visto attraversiamo un nuovo quartiere residenziale decisamente ordinato. Qui le case sono tutte con giardino e recintate con alte mura. Alcune sono dotate di guardiola con servizio di vigilanza. Tra queste scorgiamo la casa di Mandela, ma anche le altre non scherzano. A differenza del quartiere precedente, questo è decisamente deserto, non c’è davvero anima viva fuori dai cancelli, solo alberi e strade larghe.
Jo’burg, come la chiamano gli abitanti, è una città da girare in auto, è fatta per le auto con le sue larghe strade! E noi continuiamo verso la Nelson Mandela Square: parcheggiamo in uno dei soliti parcheggi interrati e raggiungiamo la piazza sovrastante dominata dalla statua di Mandela. Anche qui è tutto ordinato, sembra un posto esclusivo pieno di ristoranti un po’ come piazza Navona a Roma, ovviamente ci riferiamo solo alla disposizione dei ristoranti. Proponiamo a Freedom un caffè in un ristorante dal nome italiano, sperando in un caffè che assomigli vagamente ad un caffè italiano. Lui accetta l’invito, ma alla fine sceglie un cappuccino, mentre noi chiediamo due espressi (non caffè… altrimenti lo portano nel tazzone!) specificando “single.. and very short like in Italy” .. e infatti ce lo portano nella tazzina per il caffè, ma lo zucchero immediatamente affonda, sintomo che ancora una volta berremo una tazzina d’acqua colorata! A tavola parliamo di sport, della famiglia di Freedom che ha tre maschi e prega per avere una femmina! Terminiamo il nostro giro e ci dirigiamo verso l’hotel, dove ceniamo e andiamo a letto abbastanza presto…perché come già capitato domani ci si sveglia presto! Alle 7 abbiamo il transfer per l’aeroporto, si parte per la penultima nostra destinazione.. l’isola di Mauritius!






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