Questo Paese sembra molto
interessante e affascinante, già ieri ne abbiamo avuto un assaggio, ma oggi ci
aspetta una giornata davvero particolare che credo ricorderemo! La mattina è
prevista la visita alle cascate Vittoria per le quali ci prepariamo con
pantaloncini corti, zainetto con coprizaino impermeabile e magliette di
ricambio. Ci hanno assicurato che nonostante il caldo sole, prenderemo tanta
acqua oggi! Il nostro pulmino ci preleva davanti al resort e ci accorgiamo
subito di essere in compagnia di qualche inglese e tanti spagnoli. Con noi c’è
anche una coppia italiana che abbiamo conosciuto in aeroporto, due ragazzi
pugliesi emigrati a Pavia. Appena arrivati al parcheggio delle cascate, ci
dividono in due gruppi, gli inglesi con la guida inglese, e gli spagnoli con la
guida spagnola. Noi quattro italiani ci accodiamo agli spagnoli, consapevoli
del nostro livello di comprensione della lingua inglese! Le guide ci forniscono
degli impermeabili scuri davvero
orribili, lunghi fino alle caviglie. Ma il nostro look peggiora ulteriormente
quando ci facciamo convincere da gente del luogo a noleggiare delle ciabattine
per non bagnarci scarpe e calzini. A Simona toccano una specie di Crocx color
lilla, mentre sembra proprio che non abbiamo delle ciabatte di una misura
adatta ad Oscar. Alla fine gli rifilano delle ciabatte nere anni 80, una
leggermente più grande di un’altra, e comunque scomode!! Così conciati il
gruppo di circa 20 persone inizia questa passeggiata. Ci raccontano che le
cascate sono state scoperte da degli esploratori europei e noi immaginiamo
l’emozione di chi si sarà trovato di fronte per la prima volta questa
meraviglia. Possiamo ammirare il paesaggio dalla sponda opposta alla cascata.
Immaginate una fessura nel terreno lunga oltre un km e mezzo, da una parte lo
Zambesi che riversa tutta la sua portata all’interno della gola, con tanta
acqua che si vaporizza a contatto con le rocce. Dall’altra noi.. .ad osservare
questo meraviglioso spettacolo della natura. In almeno tre punti vediamo
l’”arco iris”, ovvero un arcobaleno perenne nitido e completo. Proseguiamo
attraverso la foresta pluviale, spettacolare anche questa, affascinati da
alberi di ebano, e da un fico strangolatore, particolare perché strangolato
dalle sue stesse liane. Fin qui qualche goccia d’acqua, per lo più vaporizzata,
che si asciuga facilmente sotto il caldo sole. Ma poco dopo ci inoltriamo su un
belvedere esposto al vento, in cui veniamo inondati dall’acqua delle cascate!
Praticamente piove, e non poco!!! Attraversiamo pozzanghere di acqua.. è in
questo momento che rivalutiamo le nostre ciabattine e sorridiamo sornioni
osservando gli spagnoli e l’altra coppia italiana con i piedi zuppi. Poco dopo
saranno impegnati a svuotare le proprie scarpe da una cascata d’acqua! Alla
fine raggiungiamo un ponte in ferro che ospita la ferrovia e attraversa da una
parte all’altra il canyon unendo lo Zimbabwe allo Zambia. La temerarietà
nell’aver messo ciabatte noleggiate dagli indigeni e usate prima di noi da
chissà chi è stata ripagata dallo
spettacolo a cui abbiamo assistito; i nostri super-anticorpi e tanta amuchina
che abbiamo al resort faranno il resto!!!
Dopo aver riconsegnato i nostri
impermeabili ci ritroviamo anche con le coppie di ragazzi italiani conosciuti
il giorno prima nel battello e decidiamo di andare a pranzo tutti insieme. La
coppia toscana ci ringrazia ma loro andranno a camminare per circa 4 km,
cercando un grande baobab; vorremmo andare anche noi ma non abbiamo una cartina
del luogo e qui gli animali sono liberi e selvaggi!
Dopo un breve giro per i pochi
negozi dai prezzi altissimi (il commento della tipa milanese con noi: “ per
quanto costano questi souvenir, il primo che mi dice che gli africani sono
poveri gli meno!”), andiamo a pranzo da Mama
Africa, una piccola “trattoria” dove mangiamo all’aperto dei sandwich e
della carne. La signora che ci serve ha ovviamente i tempi africani e ci mette un sacco di tempo
solo per dirci, dopo che abbiamo ordinato, che alcune cose non ce l’ha.
Finalmente ci porta tutto e anche il dolce, una buonissima torta di mele con
gelato alla vaniglia affianco.
Il tempo di tornare velocemente
al nostro hotel, schiacciare un pisolino di 10 minuti contati, e siamo di nuovo
fuori ad aspettare il nostro pulmino, elefanti arriviamo!!!!
Questa volta siamo con un gruppo
di russi che ha con se un frigo bibita pieno di birre che berranno
ininterrottamente per tutto il pomeriggio.. speriamo che non ne diano anche
agli elefanti!
Al centro ci servono subito un
drink di benvenuto, fortunatamente succo fresco visto che alle 15.30 qui fa
decisamente caldo!
La nostra nuova guida si chiama Kudy,
da non confondere ci spiega, con l’animale cornuto, il Kudu! Ci racconta che il
centro dove ci troviamo lavora nell’accudimento di animali feriti, abbandonati
o maltrattati e il loro conseguente, quando è possibile, reinserimento nella
vita selvaggia. Ci spiega che prima di salire sugli elefanti, li conosceremo e
ci faremo conoscere da loro. Infatti di li a poco arrivano i vari ranger con i
vari elefanti, da grandissimi a cuccioli di 2 anni!
Si appoggiano con le zanne sulla
staccionata di fronte a noi e tirano in su la proboscide: così possiamo
accarezzarli e renderci conto dello spessore della loro pelle: sembra di
toccare del legno!
Dopo aver fatto un po’ di foto
con loro, siamo pronti per salire e ci viene spiegato la tattica per farlo. Si
può salire a coppia, con in più un ranger per ogni elefante seduto davanti.
A noi viene assegnata Emily (nome
tra l’altro della mamma di Simona e della sorella di Oscar!), mamma di un
cucciolo di 8 anni e di un altro di 2 anni e mezzo che ci seguiranno nella
lunga passeggiata, senza però essere montati da nessuno.. sono troppo piccoli,
ma devono comunque rimanere con la loro mamma, che scopriamo essere molto
protettiva!
Iniziamo il giro! Siamo in groppa
ad un alto elefante! E’ una bella sensazione, la nostra Emily cammina
dondolandosi un po’ e cerca di mangiare qualsiasi cespuglio gli capita a tiro!
Mangia anche dei rami molto spessi…! I suoi cuccioli, in particolare il
piccolo, stanno imparando a mangiare da soli, e notiamo a volte che riescono
solo a strappare le foglie, senza il ramo! La nostra guida, Joshua, è molto
paziente e ci racconta molte cose: ci spiega che nessun animale attacca un
elefante, neanche i cuccioli che sono sempre protetti dalla loro madre o da un
altro del branco; ci fa toccare l’estremità dell’orecchia dell’elefante,
spiegandoci che è la parte più soft; ci chiede anche molto dell’Italia: in
particolare è curioso di sapere se abbiamo degli animali così da noi: noi
facciamo sfoggio dell’orso, del lupo, dell’aquila e di qualche serpente,
neanche troppo velenoso…ma questo abbiamo!
Il nostro giro prosegue vedendo
anche dei bufali, e attraversando una pozza d’acqua scorgiamo anche un
coccodrillo. A circa metà percorso un ranger chiede ad ogni coppia la propria
macchinetta fotografica e ci fa le foto da terra! Torniamo verso la postazione
di partenza e prima di salutare i nostri amici, ci spiegano che possiamo
ringraziarli del giro in un modo particolare: possiamo offrire loro delle
pallette fatte di cereali e orzo pressati, diciamo le loro caramelle! Gli
elefanti ad un comando vocale si appoggiano con le zanne alla staccionata e poi
con altri due comandi si preparano a ricevere cibo: “Up” e loro tirano su la
proboscide aprendo la bocca: Oscar tira ad Emily queste pallette che sembra
gradire molto; “Down” e porge la proboscide,
mostrando la parte finale, quella con i buchetti su cui Simona poggia le
pallette che lei si porta alla bocca! Alla fine ovviamente anche il ranger
gradirebbe qualcosa, ma invece delle pallette di mais diamo lui una mancia!
Ci viene offerta subito dopo una
bella merenda ma le sorprese non sono ancora finite: davanti ai nostri tavoli
c’è un leopardo di circa 3 anni, fortunatamente con due ranger e al guinzaglio!
E’ stato recuperato dopo essere stato ferito e ora vive in cattività. Fa
comunque strano vedere un animale così feroce e selvaggio, fare le fusa come un
gatto e lasciarsi accarezzare senza problemi…
Prima di mandarci via, ci fanno
entrare nell’auditorium dove ci mostrano un filmato del centro, che spiega le
loro attività e mostra il recupero di alcuni animali. Mostrano anche una siringa
che entra nella pelle di un elefante ferito ad una zampa ed i due prodi
avventurieri sono quasi in procinto di svenire!!! Subito dopo però notiamo un
buffo gruppo a dorso dei pachidermi e si.. due di loro…si, siamo proprio noi!
Ovviamente ci compriamo il filmino subito perché ci mostra durante tutta la
passeggiata!
L’esperienza di questo pomeriggio
è stata davvero incredibile..
Torniamo in hotel, ci facciamo
una bella doccia e siamo pronti per la cena con le altre due coppie: si mangia
da noi perché dopo un piccolo sondaggio il nostro hotel risulta il più
economico e soprattutto è a prezzo fisso ma a buffet! Ci si può riempire il
piatto quante volte si vuole! Serata piacevole ma qui verso le 22.30 finisce
l’attività sociale: gli altri devono tornare all’hotel e troppo tardi non è
sicuro.
Anche noi ci avviamo alla nostra camera a preparare i bagagli: domattina si parte di nuovo!
Anche noi ci avviamo alla nostra camera a preparare i bagagli: domattina si parte di nuovo!
















ah, ah, i due avventurosi viaggiatori davanti a un siringa per elefanti me li immagino.....che ha sorretto chi?....lilli
RispondiEliminaCiao famiglia Imbimbo, sono una vostra grande fan!
RispondiEliminaCi fate sapere se volete che vi facciamo fare un giro ai vostri mezzi di locomozione? Io ho paura che sennò tornate e non partono più.
Jak
....Mauritiusssssss....
RispondiEliminaDalì
simona moooooooooooolto convinta di accarezzare il "micino"!!!
RispondiEliminabello bello bello!
buon ritorno
ikki