giovedì 21 giugno 2012

Giorno 15. Dalle cascate ai pachidermi!

Questo Paese sembra molto interessante e affascinante, già ieri ne abbiamo avuto un assaggio, ma oggi ci aspetta una giornata davvero particolare che credo ricorderemo! La mattina è prevista la visita alle cascate Vittoria per le quali ci prepariamo con pantaloncini corti, zainetto con coprizaino impermeabile e magliette di ricambio. Ci hanno assicurato che nonostante il caldo sole, prenderemo tanta acqua oggi! Il nostro pulmino ci preleva davanti al resort e ci accorgiamo subito di essere in compagnia di qualche inglese e tanti spagnoli. Con noi c’è anche una coppia italiana che abbiamo conosciuto in aeroporto, due ragazzi pugliesi emigrati a Pavia. Appena arrivati al parcheggio delle cascate, ci dividono in due gruppi, gli inglesi con la guida inglese, e gli spagnoli con la guida spagnola. Noi quattro italiani ci accodiamo agli spagnoli, consapevoli del nostro livello di comprensione della lingua inglese! Le guide ci forniscono degli  impermeabili scuri davvero orribili, lunghi fino alle caviglie. Ma il nostro look peggiora ulteriormente quando ci facciamo convincere da gente del luogo a noleggiare delle ciabattine per non bagnarci scarpe e calzini. A Simona toccano una specie di Crocx color lilla, mentre sembra proprio che non abbiamo delle ciabatte di una misura adatta ad Oscar. Alla fine gli rifilano delle ciabatte nere anni 80, una leggermente più grande di un’altra, e comunque scomode!! Così conciati il gruppo di circa 20 persone inizia questa passeggiata. Ci raccontano che le cascate sono state scoperte da degli esploratori europei e noi immaginiamo l’emozione di chi si sarà trovato di fronte per la prima volta questa meraviglia. Possiamo ammirare il paesaggio dalla sponda opposta alla cascata. Immaginate una fessura nel terreno lunga oltre un km e mezzo, da una parte lo Zambesi che riversa tutta la sua portata all’interno della gola, con tanta acqua che si vaporizza a contatto con le rocce. Dall’altra noi.. .ad osservare questo meraviglioso spettacolo della natura. In almeno tre punti vediamo l’”arco iris”, ovvero un arcobaleno perenne nitido e completo. Proseguiamo attraverso la foresta pluviale, spettacolare anche questa, affascinati da alberi di ebano, e da un fico strangolatore, particolare perché strangolato dalle sue stesse liane. Fin qui qualche goccia d’acqua, per lo più vaporizzata, che si asciuga facilmente sotto il caldo sole. Ma poco dopo ci inoltriamo su un belvedere esposto al vento, in cui veniamo inondati dall’acqua delle cascate! Praticamente piove, e non poco!!! Attraversiamo pozzanghere di acqua.. è in questo momento che rivalutiamo le nostre ciabattine e sorridiamo sornioni osservando gli spagnoli e l’altra coppia italiana con i piedi zuppi. Poco dopo saranno impegnati a svuotare le proprie scarpe da una cascata d’acqua! Alla fine raggiungiamo un ponte in ferro che ospita la ferrovia e attraversa da una parte all’altra il canyon unendo lo Zimbabwe allo Zambia. La temerarietà nell’aver messo ciabatte noleggiate dagli indigeni e usate prima di noi da chissà chi  è stata ripagata dallo spettacolo a cui abbiamo assistito; i nostri super-anticorpi e tanta amuchina che abbiamo al resort faranno il resto!!!
Dopo aver riconsegnato i nostri impermeabili ci ritroviamo anche con le coppie di ragazzi italiani conosciuti il giorno prima nel battello e decidiamo di andare a pranzo tutti insieme. La coppia toscana ci ringrazia ma loro andranno a camminare per circa 4 km, cercando un grande baobab; vorremmo andare anche noi ma non abbiamo una cartina del luogo e qui gli animali sono liberi e selvaggi!
Dopo un breve giro per i pochi negozi dai prezzi altissimi (il commento della tipa milanese con noi: “ per quanto costano questi souvenir, il primo che mi dice che gli africani sono poveri gli meno!”), andiamo a pranzo da Mama Africa, una piccola “trattoria” dove mangiamo all’aperto dei sandwich e della carne. La signora che ci serve ha ovviamente  i tempi africani e ci mette un sacco di tempo solo per dirci, dopo che abbiamo ordinato, che alcune cose non ce l’ha. Finalmente ci porta tutto e anche il dolce, una buonissima torta di mele con gelato alla vaniglia affianco.
Il tempo di tornare velocemente al nostro hotel, schiacciare un pisolino di 10 minuti contati, e siamo di nuovo fuori ad aspettare il nostro pulmino, elefanti arriviamo!!!!
Questa volta siamo con un gruppo di russi che ha con se un frigo bibita pieno di birre che berranno ininterrottamente per tutto il pomeriggio.. speriamo che non ne diano anche agli elefanti!
Al centro ci servono subito un drink di benvenuto, fortunatamente succo fresco visto che alle 15.30 qui fa decisamente caldo!
La nostra nuova guida si chiama Kudy, da non confondere ci spiega, con l’animale cornuto, il Kudu! Ci racconta che il centro dove ci troviamo lavora nell’accudimento di animali feriti, abbandonati o maltrattati e il loro conseguente, quando è possibile, reinserimento nella vita selvaggia. Ci spiega che prima di salire sugli elefanti, li conosceremo e ci faremo conoscere da loro. Infatti di li a poco arrivano i vari ranger con i vari elefanti, da grandissimi a cuccioli di 2 anni!
Si appoggiano con le zanne sulla staccionata di fronte a noi e tirano in su la proboscide: così possiamo accarezzarli e renderci conto dello spessore della loro pelle: sembra di toccare del legno!
Dopo aver fatto un po’ di foto con loro, siamo pronti per salire e ci viene spiegato la tattica per farlo. Si può salire a coppia, con in più un ranger per ogni elefante seduto davanti.
A noi viene assegnata Emily (nome tra l’altro della mamma di Simona e della sorella di Oscar!), mamma di un cucciolo di 8 anni e di un altro di 2 anni e mezzo che ci seguiranno nella lunga passeggiata, senza però essere montati da nessuno.. sono troppo piccoli, ma devono comunque rimanere con la loro mamma, che scopriamo essere molto protettiva!
Iniziamo il giro! Siamo in groppa ad un alto elefante! E’ una bella sensazione, la nostra Emily cammina dondolandosi un po’ e cerca di mangiare qualsiasi cespuglio gli capita a tiro! Mangia anche dei rami molto spessi…! I suoi cuccioli, in particolare il piccolo, stanno imparando a mangiare da soli, e notiamo a volte che riescono solo a strappare le foglie, senza il ramo! La nostra guida, Joshua, è molto paziente e ci racconta molte cose: ci spiega che nessun animale attacca un elefante, neanche i cuccioli che sono sempre protetti dalla loro madre o da un altro del branco; ci fa toccare l’estremità dell’orecchia dell’elefante, spiegandoci che è la parte più soft; ci chiede anche molto dell’Italia: in particolare è curioso di sapere se abbiamo degli animali così da noi: noi facciamo sfoggio dell’orso, del lupo, dell’aquila e di qualche serpente, neanche troppo velenoso…ma questo abbiamo!
Il nostro giro prosegue vedendo anche dei bufali, e attraversando una pozza d’acqua scorgiamo anche un coccodrillo. A circa metà percorso un ranger chiede ad ogni coppia la propria macchinetta fotografica e ci fa le foto da terra! Torniamo verso la postazione di partenza e prima di salutare i nostri amici, ci spiegano che possiamo ringraziarli del giro in un modo particolare: possiamo offrire loro delle pallette fatte di cereali e orzo pressati, diciamo le loro caramelle! Gli elefanti ad un comando vocale si appoggiano con le zanne alla staccionata e poi con altri due comandi si preparano a ricevere cibo: “Up” e loro tirano su la proboscide aprendo la bocca: Oscar tira ad Emily queste pallette che sembra gradire molto;  “Down” e porge la proboscide, mostrando la parte finale, quella con i buchetti su cui Simona poggia le pallette che lei si porta alla bocca! Alla fine ovviamente anche il ranger gradirebbe qualcosa, ma invece delle pallette di mais diamo lui una mancia!
Ci viene offerta subito dopo una bella merenda ma le sorprese non sono ancora finite: davanti ai nostri tavoli c’è un leopardo di circa 3 anni, fortunatamente con due ranger e al guinzaglio! E’ stato recuperato dopo essere stato ferito e ora vive in cattività. Fa comunque strano vedere un animale così feroce e selvaggio, fare le fusa come un gatto e lasciarsi accarezzare senza problemi…
Prima di mandarci via, ci fanno entrare nell’auditorium dove ci mostrano un filmato del centro, che spiega le loro attività e mostra il recupero di alcuni animali. Mostrano anche una siringa che entra nella pelle di un elefante ferito ad una zampa ed i due prodi avventurieri sono quasi in procinto di svenire!!! Subito dopo però notiamo un buffo gruppo a dorso dei pachidermi e si.. due di loro…si, siamo proprio noi! Ovviamente ci compriamo il filmino subito perché ci mostra durante tutta la passeggiata!
L’esperienza di questo pomeriggio è stata davvero incredibile..
Torniamo in hotel, ci facciamo una bella doccia e siamo pronti per la cena con le altre due coppie: si mangia da noi perché dopo un piccolo sondaggio il nostro hotel risulta il più economico e soprattutto è a prezzo fisso ma a buffet! Ci si può riempire il piatto quante volte si vuole! Serata piacevole ma qui verso le 22.30 finisce l’attività sociale: gli altri devono tornare all’hotel e troppo tardi non è sicuro.
Anche noi ci avviamo alla nostra camera a preparare i bagagli: domattina si parte di nuovo!



















4 commenti:

  1. ah, ah, i due avventurosi viaggiatori davanti a un siringa per elefanti me li immagino.....che ha sorretto chi?....lilli

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  2. Ciao famiglia Imbimbo, sono una vostra grande fan!
    Ci fate sapere se volete che vi facciamo fare un giro ai vostri mezzi di locomozione? Io ho paura che sennò tornate e non partono più.


    Jak

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  3. ....Mauritiusssssss....

    Dalì

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  4. simona moooooooooooolto convinta di accarezzare il "micino"!!!
    bello bello bello!

    buon ritorno
    ikki

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