Seconda giornata utile nell’isola
di Mauritius, la terza se consideriamo il giorno in cui siamo arrivati. Appena
svegli scopriamo che la sala dell’hotel utilizzata per i pasti ha cambiato
aspetto. Oggi ci sarà una festa di un certo “Francis” che compie 60 anni.
Tavoloni lunghi apparecchiati, lanterne rosse alle pareti e simboli della pace
dovunque. Non capiamo cosa stia
succedendo, ma poco importa perché stamattina si va in catamarano. Il tempo è
buono, un po’ di nuvole ci sono ma sembra più aperto in lontananza.
L’appuntamento è alle 8.45 nella hall del nostro hotel, ma ci accorgiamo di
essere da soli. Anzi no… ci accompagnano in un resort più grande del nostro dal
cui molo partirà il catamarano. Insieme a noi altre due coppie: due ragazzi
francesi e due persone che parlano inglese, ma di cui non conosciamo la
provenienza. Si parte! Con un gozzo ci accompagnano dal molo alla nostra barca,
un catamarano bianco con le vele abbassate. Come è consuetudine ci chiedono di
deporre le nostre ciabatte in un contenitore, perché in barca si va
rigorosamente scalzi. L’equipaggio è formato da 5 persone, il capitano che sta
quasi tutto il tempo al timone (un grosso timone di quelli in alluminio) e
altri 4 ragazzi che si alternano nei vari compiti. Uno di loro che conosce
meglio le lingue prima ci chiede di posizionarci tutti a prua , su una rete
orizzontale che ci fa da piano e che si trova tra i due scafi del catamarano
che intanto tagliano le onde! Poi ci spiega sia in inglese che in francese il
giro che faremo e che possiamo chiedere da bere tutto quello che vogliamo ogni
volta che vogliamo. Questa volta non andiamo come al solito a socializzare con
gli altri, preferiamo goderci la nostra navigata e a dire il vero sentiamo un
po’ la stanchezza di dover stare attenti per capire il senso di quello che ci
dicono in un'altra lingua. Dicevamo che con noi ci sono altri quattro ospiti.
La coppia francese, lei bionda e sorridente, lui un po’ il viso di Schumacher.
E i due signori, forse nordici visti i capelli chiari e la pelle pallida della
signora. La donna rompe il ghiaccio con un bicchiere di vino, mentre l’uomo
l’accompagna con una birra. La birra sul catamarano ha un suo fascino a cui
Oscar non sa resistere. Intanto un po’ di nuvole oscurano il cielo e per la
prima ora di navigazione stiamo in giacchetto. Poi pian piano esce il sole..
finalmente, anche perché il capitano ci spiega che tra poco ci si fermerà per
fare snorkeling. Simona è un po’ perplessa: fino a due minuti prima stava col
giacchetto.. non sarà un po’ fredda l’acqua? Ma sembra un pensiero solo suo,
infatti gli altri si tolgono maglie e pantaloni e si infilano le maschere e
boccaglio che la nave gentilmente ci offre. Ancora qualche titubanza di Simona
sulla scaletta per scendere, quando il comandante fa finta di buttarla in acqua
e le dice: “ Qui no acqua di Italia: acqua di Mauritius sempre calda!” Sarà…
però in effetti passato il primo momento, l’acqua è davvero calda e si sta
proprio bene! Il capitano dalla nave continua a tirare pane in acqua e così
nuotano intorno a noi anche moltissimi pescetti, colorati, a palla o lunghi che
si muovono tra di noi! Davvero bello! Dopo un po’ di giretti sentiamo un
fischio: il capitano ci rivuole sul catamarano perché si riparte. Una volta
sopra c’è la doccetta di turno con il tubo per togliere un po’ di acqua salata
e finalmente ci si stende al sole ad asciugare…come le triglie!
Poco dopo finalmente è pronto a
tavola! Self-service da piatti di riso (quasi scondito, buono per i pesci) e
una pasta che forse volevano fare al pesto ma che praticamente sa solo di
aglio! Però di cottura sta bene e questo è l’importante! Oltre a questi due
piatti si va su cose più sostanziose: spiedini di pesce, cosce di pollo e
spiedini di carne, tutti cucinati da uno degli uomini dell’equipaggio su un
barbeque appeso fuori dall’imbarcazione!!! Dopo la grande mangiata ci
addormentiamo un po’ sulla barca e poco dopo siamo in prossimità di una cascata
che riusciamo a vedere solo in parte in mezzo alla fitta vegetazione. Dopo
circa mezz’ora siamo in avvistamento dell’isola dei Cervi, destinazione del nostro
giro. Sono le 12.30, ci verranno a prendere verso le 14.15.
Giriamo un po’ l’isola che è
molto rigogliosa, con alberi altissimi pieni di liane cadenti; ci sono anche
alcuni negozietti dove ovviamente tentano di accalappiarci ma sta volta non ci
cadiamo: vogliamo cercare un pezzo di spiaggia dove sistemarci. Nel nostro giro
troviamo molte famiglie indiane che fanno il picnic, con mille pietanze e
altrettanti bambini al seguito. Troviamo anche un gruppo di giapponesi intenti
ad andare sul “bananone”, gonfiabile grosso da cavalcare a seguito di un
motoscafo. Troviamo alla fine un posticino dove sdraiarci tutti e due su un
unico asciugamano per non portarci entrambi dietro sull’isola, non sapendo che
di li a poco si sarebbe svolta una tragedia nella nostra vacanza!
Infatti appena entrambi prendiamo
sonno, Oscar si sente pungere da qualcosa sulla sua gamba e con l’altra tenta
di scacciare il disturbatore, ma inutilmente perché un piccolo bruciore gli fa
capire che quello ha colpito nel segno. Sveglia Simona di soprassalto che si
immagina l’attacco di una bestia feroce come quelle viste fin’ ora e scopriamo
il buco che un’ape (o altro insetto volante) ha fatto sulla gamba di Oscar.
L’unica cosa che li abbiamo è una salvietta umidificata che speriamo possa lenire
un po’ il dolore iniziale. Ormai il riposino è andato e controlliamo che la
gamba non si gonfi troppo. Ci presentiamo al nostro appuntamento con
l’equipaggio per evitare di essere lasciati sull’isola e si fa ritorno verso
casa.
Ci si addormenta tutti in parte
del viaggio di ritorno, ma nei momenti in cui siamo svegli la signora ubriacona
e il marito si saranno fatti fuori almeno 7 bicchieri di vino lei e altrettante
bottiglie di birra lui. E’ vero che le bevande sono comprese…però..
Tornati a riva troviamo il nostro
furgoncino che ci riporta all’hotel. Li nella nostra cassetta del pronto
soccorso recuperiamo una crema per le punture e del disinfettante per la
puntura che nel frattempo si è un po’ gonfiata e arrossata.
La sera finalmente abbiamo la
sorpresa scendendo giù a cena: il mistero viene svelato perché capiamo che il
nostro Francis è un cinese che parla in francese.. compie sessant’anni e ha
deciso di festeggiare il suo compleanno con una festa a tema.. i favolosi anni
60! Iniziano ad arrivare gli invitati, una centinaia di persone vestite chi più
e chi meno da figli dei fiori! Dei cinesi vestiti da figli dei fiori, pantaloni
a zampa, fasce in testa, casacche stile un po’ indiano! Persino i camerieri
indossano l’abito per le occasioni: ognuno di un colore diverso, ma tutti
indossano una camicia floreale, anzi.. a guardare bene è proprio quella
che volevano vendere sulla spiaggia ad Oscar. La situazione è surreale, in
particolare quando dallo scalone dell’albergo scende lui.. il festeggiato,
vestito per l’occasione con una casacca stile indiano di colore rosso. La
serata riserva sorprese.. l’orchestrina suona.. le foto dell’infanzia di
Francis scorrono sul mega schermo, ad un certo punto si avvicina un corpo di
ballo vestito in abiti spagnoli con un sottofondo musicale che richiama alla
corrida! E tra il corpo di ballo chi c’è… ancora lui.. Francis, vestito questa
volta da torero. E poco dopo durante un altro intermezzo musicale ..questa
volta si balla il charleston, e in prima linea ancora lui! La serata prende una
brutta piega quando l’orchestrina inizia a suonare “lasciatemi cantare.. con la
chitarra in mano.. lasciatemi cantare.. sono un italiano!” di Toto Cutugno. Il
nostro orgoglio di italiani è sotto ai piedi.. Nell’isola di Mauritius dei
cinesi vestiti da figli dei fiori che cenano al ritmo di “sono un italiano!”.
In compenso abbiamo cenato a buffet, come gli invitati, il tutto offerto da
Francis! C’era di tutto e di più nel buffet: almeno 5 tipi diversi di insalate
con abbinamenti di salsette varie; dalla parte opposta pezzi di arrosto erano
attaccati a ganci come dal macellaio e nelle pentole c’era tutti i tipi
possibili di carne: pollo, agnello, carne alla griglia, con sugo, senza.. senza dimenticare l’angolo dei dolci: una
torta spettacolare al cioccolato e una al limone, una torta d’ananas e una di
mele…insomma, noi felicissimi di poter dividere e condividere il compleanno con
Francis per cui, tra di noi, abbiamo anche brindato alla sua salute!















ma che sirenetti!!!!! bellissimi e pienamente in ..armonia con i bellissimi sfondi... ciao
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