lunedì 25 giugno 2012

Giorno 19. In catamarano...e serata anni 60!

Seconda giornata utile nell’isola di Mauritius, la terza se consideriamo il giorno in cui siamo arrivati. Appena svegli scopriamo che la sala dell’hotel utilizzata per i pasti ha cambiato aspetto. Oggi ci sarà una festa di un certo “Francis” che compie 60 anni. Tavoloni lunghi apparecchiati, lanterne rosse alle pareti e simboli della pace dovunque.  Non capiamo cosa stia succedendo, ma poco importa perché stamattina si va in catamarano. Il tempo è buono, un po’ di nuvole ci sono ma sembra più aperto in lontananza. L’appuntamento è alle 8.45 nella hall del nostro hotel, ma ci accorgiamo di essere da soli. Anzi no… ci accompagnano in un resort più grande del nostro dal cui molo partirà il catamarano. Insieme a noi altre due coppie: due ragazzi francesi e due persone che parlano inglese, ma di cui non conosciamo la provenienza. Si parte! Con un gozzo ci accompagnano dal molo alla nostra barca, un catamarano bianco con le vele abbassate. Come è consuetudine ci chiedono di deporre le nostre ciabatte in un contenitore, perché in barca si va rigorosamente scalzi. L’equipaggio è formato da 5 persone, il capitano che sta quasi tutto il tempo al timone (un grosso timone di quelli in alluminio) e altri 4 ragazzi che si alternano nei vari compiti. Uno di loro che conosce meglio le lingue prima ci chiede di posizionarci tutti a prua , su una rete orizzontale che ci fa da piano e che si trova tra i due scafi del catamarano che intanto tagliano le onde! Poi ci spiega sia in inglese che in francese il giro che faremo e che possiamo chiedere da bere tutto quello che vogliamo ogni volta che vogliamo. Questa volta non andiamo come al solito a socializzare con gli altri, preferiamo goderci la nostra navigata e a dire il vero sentiamo un po’ la stanchezza di dover stare attenti per capire il senso di quello che ci dicono in un'altra lingua. Dicevamo che con noi ci sono altri quattro ospiti. La coppia francese, lei bionda e sorridente, lui un po’ il viso di Schumacher. E i due signori, forse nordici visti i capelli chiari e la pelle pallida della signora. La donna rompe il ghiaccio con un bicchiere di vino, mentre l’uomo l’accompagna con una birra. La birra sul catamarano ha un suo fascino a cui Oscar non sa resistere. Intanto un po’ di nuvole oscurano il cielo e per la prima ora di navigazione stiamo in giacchetto. Poi pian piano esce il sole.. finalmente, anche perché il capitano ci spiega che tra poco ci si fermerà per fare snorkeling. Simona è un po’ perplessa: fino a due minuti prima stava col giacchetto.. non sarà un po’ fredda l’acqua? Ma sembra un pensiero solo suo, infatti gli altri si tolgono maglie e pantaloni e si infilano le maschere e boccaglio che la nave gentilmente ci offre. Ancora qualche titubanza di Simona sulla scaletta per scendere, quando il comandante fa finta di buttarla in acqua e le dice: “ Qui no acqua di Italia: acqua di Mauritius sempre calda!” Sarà… però in effetti passato il primo momento, l’acqua è davvero calda e si sta proprio bene! Il capitano dalla nave continua a tirare pane in acqua e così nuotano intorno a noi anche moltissimi pescetti, colorati, a palla o lunghi che si muovono tra di noi! Davvero bello! Dopo un po’ di giretti sentiamo un fischio: il capitano ci rivuole sul catamarano perché si riparte. Una volta sopra c’è la doccetta di turno con il tubo per togliere un po’ di acqua salata e finalmente ci si stende al sole ad asciugare…come le triglie!
Poco dopo finalmente è pronto a tavola! Self-service da piatti di riso (quasi scondito, buono per i pesci) e una pasta che forse volevano fare al pesto ma che praticamente sa solo di aglio! Però di cottura sta bene e questo è l’importante! Oltre a questi due piatti si va su cose più sostanziose: spiedini di pesce, cosce di pollo e spiedini di carne, tutti cucinati da uno degli uomini dell’equipaggio su un barbeque appeso fuori dall’imbarcazione!!! Dopo la grande mangiata ci addormentiamo un po’ sulla barca e poco dopo siamo in prossimità di una cascata che riusciamo a vedere solo in parte in mezzo alla fitta vegetazione. Dopo circa mezz’ora siamo in avvistamento dell’isola dei Cervi, destinazione del nostro giro. Sono le 12.30, ci verranno a prendere verso le 14.15.
Giriamo un po’ l’isola che è molto rigogliosa, con alberi altissimi pieni di liane cadenti; ci sono anche alcuni negozietti dove ovviamente tentano di accalappiarci ma sta volta non ci cadiamo: vogliamo cercare un pezzo di spiaggia dove sistemarci. Nel nostro giro troviamo molte famiglie indiane che fanno il picnic, con mille pietanze e altrettanti bambini al seguito. Troviamo anche un gruppo di giapponesi intenti ad andare sul “bananone”, gonfiabile grosso da cavalcare a seguito di un motoscafo. Troviamo alla fine un posticino dove sdraiarci tutti e due su un unico asciugamano per non portarci entrambi dietro sull’isola, non sapendo che di li a poco si sarebbe svolta una tragedia nella nostra vacanza!
Infatti appena entrambi prendiamo sonno, Oscar si sente pungere da qualcosa sulla sua gamba e con l’altra tenta di scacciare il disturbatore, ma inutilmente perché un piccolo bruciore gli fa capire che quello ha colpito nel segno. Sveglia Simona di soprassalto che si immagina l’attacco di una bestia feroce come quelle viste fin’ ora e scopriamo il buco che un’ape (o altro insetto volante) ha fatto sulla gamba di Oscar. L’unica cosa che li abbiamo è una salvietta umidificata che speriamo possa lenire un po’ il dolore iniziale. Ormai il riposino è andato e controlliamo che la gamba non si gonfi troppo. Ci presentiamo al nostro appuntamento con l’equipaggio per evitare di essere lasciati sull’isola e si fa ritorno verso casa.
Ci si addormenta tutti in parte del viaggio di ritorno, ma nei momenti in cui siamo svegli la signora ubriacona e il marito si saranno fatti fuori almeno 7 bicchieri di vino lei e altrettante bottiglie di birra lui. E’ vero che le bevande sono comprese…però..
Tornati a riva troviamo il nostro furgoncino che ci riporta all’hotel. Li nella nostra cassetta del pronto soccorso recuperiamo una crema per le punture e del disinfettante per la puntura che nel frattempo si è un po’ gonfiata e arrossata.
La sera finalmente abbiamo la sorpresa scendendo giù a cena: il mistero viene svelato perché capiamo che il nostro Francis è un cinese che parla in francese.. compie sessant’anni e ha deciso di festeggiare il suo compleanno con una festa a tema.. i favolosi anni 60! Iniziano ad arrivare gli invitati, una centinaia di persone vestite chi più e chi meno da figli dei fiori! Dei cinesi vestiti da figli dei fiori, pantaloni a zampa, fasce in testa, casacche stile un po’ indiano! Persino i camerieri indossano l’abito per le occasioni: ognuno di un colore diverso, ma tutti indossano una camicia floreale, anzi.. a guardare bene è proprio quella che  volevano vendere sulla spiaggia  ad Oscar. La situazione è surreale, in particolare quando dallo scalone dell’albergo scende lui.. il festeggiato, vestito per l’occasione con una casacca stile indiano di colore rosso. La serata riserva sorprese.. l’orchestrina suona.. le foto dell’infanzia di Francis scorrono sul mega schermo, ad un certo punto si avvicina un corpo di ballo vestito in abiti spagnoli con un sottofondo musicale che richiama alla corrida! E tra il corpo di ballo chi c’è… ancora lui.. Francis, vestito questa volta da torero. E poco dopo durante un altro intermezzo musicale ..questa volta si balla il charleston, e in prima linea ancora lui! La serata prende una brutta piega quando l’orchestrina inizia a suonare “lasciatemi cantare.. con la chitarra in mano.. lasciatemi cantare.. sono un italiano!” di Toto Cutugno. Il nostro orgoglio di italiani è sotto ai piedi.. Nell’isola di Mauritius dei cinesi vestiti da figli dei fiori che cenano al ritmo di “sono un italiano!”. In compenso abbiamo cenato a buffet, come gli invitati, il tutto offerto da Francis! C’era di tutto e di più nel buffet: almeno 5 tipi diversi di insalate con abbinamenti di salsette varie; dalla parte opposta pezzi di arrosto erano attaccati a ganci come dal macellaio e nelle pentole c’era tutti i tipi possibili di carne: pollo, agnello, carne alla griglia, con sugo, senza..  senza dimenticare l’angolo dei dolci: una torta spettacolare al cioccolato e una al limone, una torta d’ananas e una di mele…insomma, noi felicissimi di poter dividere e condividere il compleanno con Francis per cui, tra di noi, abbiamo anche brindato alla sua salute!
La serata volge al termine e dopo la nostra canzone italiana decidiamo che è troppo e che ci avviamo nelle nostre stanze, mentre la canzone per lo spegnimento delle candeline ha inizio…


















1 commento:

  1. ma che sirenetti!!!!! bellissimi e pienamente in ..armonia con i bellissimi sfondi... ciao

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