E’ ancora
quasi buio e fa abbastanza freddo ma le super coperte dei rangers ci riparano!
All’inizio del
giro non vediamo niente e già ci stiamo chiedendo cosa ci hanno fatto svegliare
a fare così presto quando, man mano che i minuti passano inizia a diventare
sempre più chiaro il cielo.. e poi.. l’alba! Colori spettacolari, una luce
chiara che man mano irradia ovunque..
Il clima
inizia anche a scaldarsi e finalmente possiamo almeno togliere il cappuccio
della giacca dalla testa.
Stiamo
procedendo con la jeep quando uno dei nostri compagni di viaggio, girandosi per
puro caso urla: “Ehi, ma dietro di noi c’è una giraffa!”. La jeep fa inversione
e ci avviciniamo a questo animale così alto e così regale…Non sembra spaventato
ma incuriosito da noi e ci guarda. Si muove con un eleganza che è difficile non
percepire. Io (Simona) rimango davvero sbalordita e per tutti i safari a venire
rimarrà per me l’animale più bello mai
visto dal vivo.
Accanto alla
giraffa arrivano altre sue compagne che girano vicine alla nostra jeep. Mentre
ci allontaniamo loro pacificamente si addentrano in mezzo agli alberi per
andare a mangiare qualche foglia.
Altri animali
che vediamo durante il nostro safari mattutino sono ancora impala (che sono
frequenti quanto i gatti da noi!) e babbuini che passano di ramo in ramo sopra
gli alberi. Ma la vera sorpresa arriva quando il nostro ranger viene contattato
da un suo collega che lo avvisa che loro hanno avvistato il leone!!!
Ci
precipitiamo in tutta fretta e in mezzo ai cespugli troviamo il re della
foresta e la sua compagna, sdraiati vicini a riposare dopo, ci dicono, una
battuta di caccia avvenuta la sera prima. Per poterli vedere meglio la nostra
jeep non si fa scrupoli e si addentra tra i cespugli, atterrando con le ruote
arbusti e piccoli alberi, arrivando praticamente a meno di un metro dai due
felini.
Nonostante
l’avvicinamento i due sono ancora poco visibili in tutto il loro splendore, ma
la signora felina ci fa un regalo: si alza con pacatezza ed eleganza e si
sposta praticamente davanti alla nostra jeep, fuori dalla boscaglia sul ciglio
della stradina sterrata da cui siamo arrivati! Si sdraia di nuovo e non c’è
bisogno di fare acrobazie per vederla.. è li davanti a noi, ad un passo dalla
jeep! Suo marito la segue subito dopo (forse lei si era spostata infastidita da
lui, che come tutti i maschi spesso non capisce e si riappiccica di nuovo?!?) e
si sdraia vicino a lei, tenendo però il capo alzato e le orecchie tese. E’
veramente bello vederli sdraiati li, per nulla infastiditi dalla nostra
presenza (ci dicono che qui gli animali sono abituati fin da piccoli alle jeep
e all’uomo e sapendo che non fa loro del male, non hanno motivo di scappare).
Rimaniamo un
po’ a contemplare questi due esemplari di circa 11-12 anni (in media un leone
vive 16 anni) e ci spostiamo in cerca di altri animali.
Mentre
torniamo verso il nostro hotel avvistiamo di nuovo giraffe, questa volta in
allegra compagnia di un branco di zebre (per quanto le giraffe sono alte, le
zebre potrebbero passare sotto le loro zampe lunghe!).
Torniamo in
hotel dove ci aspetta una colazione, sempre a buffet, faraonica: si parte dai
classici (succhi vari, cereali, latte, caffè, yogurt) e si arriva poi a uova
strapazzate, al tegamino, in camicia, con bacon, con prosciutto ecc.. Si arriva
inoltre anche a salsicce, stufato e verdure varie…la cosa però decisamente
buona è una sorta di frittella, il pancacke da farcire a piacimento con miele,
marmellate varie o anche da mangiare così. Per finire croissant con burro e
dolci vari!
Ecco, abbiamo assaggiato uno di tutto e di alcune cose
abbiamo preso il bis….bella questa vacanza!!!!
La mattinata
la trascorriamo nella piscina del lodge a riposare. La temperatura è buona, al
sole si sta in costume anche se l’acqua della piscina è troppo fredda per fare
il bagno. Ma va bene così. Alcuni dei nostri compagni di viaggio si recano alla spa del lodge e prenotano il
massaggio africano, che pare venga effettuato con l’aiuto di un bastone. Al
ritorno ci raccontano che è un po’ duro, ma dopo ti senti molto bene!
13.30, ci
aspetta un megapranzo a buffet, dove noi con i nostri nuovi amici proviamo
praticamente qualsiasi cosa, dalla zuppa di mais al kudu, alla macedonia di
frutta esotica, passando per … tutto il resto. Tra i magnifici 6 della
jeep c’è chiaramente un buon
affiatamento, aiutati forse dall’aver condiviso la stessa intensa esperienza
nella stessa jeep, e dalla stessa passione per il buon cibo!
Finalmente
riusciamo a bere un buon caffè espresso, dopo il bibitone di questa mattina.
Dopo pranzo
recuperiamo le forze in stanza per una mezz’oretta, e poi di nuovo in
fuoristrada per il nostro terzo safari. Dopo un lento inizio, improvvisamente
si apre davanti a noi un grande spazio aperto con al centro un lago. La nostra
jeep lo lambisce quando dall’altra sponda ci appaiono un gruppo di elefanti di
diverse taglie, che immergono la loro proboscide nel lago per poi portarla alla
bocca! Sono uno spettacolo davvero. Ci avviciniamo a pochi metri, e ci troviamo
in mezzo ad una di quelle scene da documentario! Dalle spalle di un grosso
elefante spunta un cucciolo, ci dicono di circa due settimane e dal peso di
oltre 100 kg. E’ davvero piccolo se lo si vede al fianco degli altri. Dopo poco
l’elefante più grosso posa la sua
proboscide sull’orecchio del piccolo e lo conduce dall’altra parte del
sentiero, come una tipica mamma che riprende il proprio figlio per le orecchie
e lo mette in punizione! Due elefanti di media taglia intrecciano le loro
proboscidi, poi si spingono con le zanne in un testa a testa. Una seconda jeep
ammira dietro di noi gli splendidi animali,
quando improvvisamente uno sembra puntarci e si avvicina dritto verso la
nostra jeep.. è davvero a due passi.. se allungasse la proboscide toccherebbe
il tracker! La nostra jeep tenta di
arretrare, pur bloccata dalla jeep che ci segue! Ianko sembra un po’ agitato,
quando si volta a guardare dietro e si accorge dell’auto che ci blocca la
strada, mentre il tracker, il più vicino al pachiderma, è impassibile e sereno
sulla sua postazione. Le due auto arretrano insieme e l’elefante torna dai suoi
compagni. E’ stato senza dubbio una delle emozioni più forti essere contornati
da questi grossi animali!!
Crediamo di
aver raggiunto il punto più alto della nostra avventura e invece poco lontano
da lì, in un secondo laghetto, spunta la testa di un ippopotamo che spalanca la
sua bocca per qualche secondo. A ben
vedere ci accorgiamo che ce ne sono diversi. La guida ci racconta che sono gli
animali più pericolosi del parco, quelli che causano più incidenti con l’uomo,
pur sembrando pacifici. Dopo poco andiamo via e ci godiamo uno splendido
tramonto.
La cena scorre
tranquilla al nostro tavolo. Ci propongono tra le altre mille cose la carne di
Kudu, uno degli animali che poco prima
avevamo ammirato nel parco. Ci spiegano però che gli animali che mangiamo non
provengono dal parco ma d’allevamento.. meno male! Poco dopo Guido ci spiega
che è usanza dare la mancia alla guida e al tracker e da qui nasce un dibattito
su quanto dare: 100 rand a testa, o a coppia, da dividere tra le due guide,
“troppo poco”, “troppo”, “io se domani vedo un ippopotamo in tutù gliene do
anche 1000!” , “si ma quando lavoro io nessuno mi la da la mancia” e così via
.. fino alla decisione finale.. Ci confrontiamo con i ragazzi di un altro
tavolo che sembrano essere molto più ricchi di noi! Ci fanno notare che forse
andrebbe data la mancia anche a Guido … e perché no a Moses (l’autista del
nostro pullman).. qualcuno osa anche una mancia a Israel, un cameriere che ci
seguiva al tavolo, ma la sua proposta viene segata!
Il nostro
tavolo autosoprannominato tavolo degli straccioni” mestamente si avvia verso le
camere, consapevole che le chiacchierate con gli altri ci hanno fatto
raddoppiare la cifra da sborsare! “Era meglio stare zitti” qualcuno dice e
andiamo a dormire, nella speranza che nell’ultimo safari non ci si presenti un
ippopotamo in tutù!
















i primi piani sono meravigliosi! e poi è un piacere leggere il diario! con ritardo vi ho raggiunti..ora non vi mollo più!!! :-)
RispondiEliminavalentina r.