sabato 9 giugno 2012

Giorno 4. Delle giraffe, leoni, elefanti e di un ippopotamo in tutù.

Ore 5.30 di mattina suona il nostro famoso telefono in camera e in mezz’ora siamo pronti per la pre colazione, poi tutti sulla jeep, solita formazione e si parte!
E’ ancora quasi buio e fa abbastanza freddo ma le super coperte dei rangers ci riparano!
All’inizio del giro non vediamo niente e già ci stiamo chiedendo cosa ci hanno fatto svegliare a fare così presto quando, man mano che i minuti passano inizia a diventare sempre più chiaro il cielo.. e poi.. l’alba! Colori spettacolari, una luce chiara che man mano irradia ovunque..
Il clima inizia anche a scaldarsi e finalmente possiamo almeno togliere il cappuccio della giacca dalla testa.
Stiamo procedendo con la jeep quando uno dei nostri compagni di viaggio, girandosi per puro caso urla: “Ehi, ma dietro di noi c’è una giraffa!”. La jeep fa inversione e ci avviciniamo a questo animale così alto e così regale…Non sembra spaventato ma incuriosito da noi e ci guarda. Si muove con un eleganza che è difficile non percepire. Io (Simona) rimango davvero sbalordita e per tutti i safari a venire rimarrà  per me l’animale più bello mai visto dal vivo.
Accanto alla giraffa arrivano altre sue compagne che girano vicine alla nostra jeep. Mentre ci allontaniamo loro pacificamente si addentrano in mezzo agli alberi per andare a mangiare qualche foglia.
Altri animali che vediamo durante il nostro safari mattutino sono ancora impala (che sono frequenti quanto i gatti da noi!) e babbuini che passano di ramo in ramo sopra gli alberi. Ma la vera sorpresa arriva quando il nostro ranger viene contattato da un suo collega che lo avvisa che loro hanno avvistato il leone!!!
Ci precipitiamo in tutta fretta e in mezzo ai cespugli troviamo il re della foresta e la sua compagna, sdraiati vicini a riposare dopo, ci dicono, una battuta di caccia avvenuta la sera prima. Per poterli vedere meglio la nostra jeep non si fa scrupoli e si addentra tra i cespugli, atterrando con le ruote arbusti e piccoli alberi, arrivando praticamente a meno di un metro dai due felini.
Nonostante l’avvicinamento i due sono ancora poco visibili in tutto il loro splendore, ma la signora felina ci fa un regalo: si alza con pacatezza ed eleganza e si sposta praticamente davanti alla nostra jeep, fuori dalla boscaglia sul ciglio della stradina sterrata da cui siamo arrivati! Si sdraia di nuovo e non c’è bisogno di fare acrobazie per vederla.. è li davanti a noi, ad un passo dalla jeep! Suo marito la segue subito dopo (forse lei si era spostata infastidita da lui, che come tutti i maschi spesso non capisce e si riappiccica di nuovo?!?) e si sdraia vicino a lei, tenendo però il capo alzato e le orecchie tese. E’ veramente bello vederli sdraiati li, per nulla infastiditi dalla nostra presenza (ci dicono che qui gli animali sono abituati fin da piccoli alle jeep e all’uomo e sapendo che non fa loro del male, non hanno motivo di scappare).
Rimaniamo un po’ a contemplare questi due esemplari di circa 11-12 anni (in media un leone vive 16 anni) e ci spostiamo in cerca di altri animali.
Mentre torniamo verso il nostro hotel avvistiamo di nuovo giraffe, questa volta in allegra compagnia di un branco di zebre (per quanto le giraffe sono alte, le zebre potrebbero passare sotto le loro zampe lunghe!).
Torniamo in hotel dove ci aspetta una colazione, sempre a buffet, faraonica: si parte dai classici (succhi vari, cereali, latte, caffè, yogurt) e si arriva poi a uova strapazzate, al tegamino, in camicia, con bacon, con prosciutto ecc.. Si arriva inoltre anche a salsicce, stufato e verdure varie…la cosa però decisamente buona è una sorta di frittella, il pancacke da farcire a piacimento con miele, marmellate varie o anche da mangiare così. Per finire croissant con burro e dolci vari!
Ecco, abbiamo  assaggiato uno di tutto e di alcune cose abbiamo preso il bis….bella questa vacanza!!!!
La mattinata la trascorriamo nella piscina del lodge a riposare. La temperatura è buona, al sole si sta in costume anche se l’acqua della piscina è troppo fredda per fare il bagno. Ma va bene così. Alcuni dei nostri compagni di viaggio  si recano alla spa del lodge e prenotano il massaggio africano, che pare venga effettuato con l’aiuto di un bastone. Al ritorno ci raccontano che è un po’ duro, ma dopo ti senti molto bene!
13.30, ci aspetta un megapranzo a buffet, dove noi con i nostri nuovi amici proviamo praticamente qualsiasi cosa, dalla zuppa di mais al kudu, alla macedonia di frutta esotica, passando per … tutto il resto. Tra i magnifici 6 della jeep  c’è chiaramente un buon affiatamento, aiutati forse dall’aver condiviso la stessa intensa esperienza nella stessa jeep, e dalla stessa passione per il buon cibo!
Finalmente riusciamo a bere un buon caffè espresso, dopo il bibitone di questa mattina.
Dopo pranzo recuperiamo le forze in stanza per una mezz’oretta, e poi di nuovo in fuoristrada per il nostro terzo safari. Dopo un lento inizio, improvvisamente si apre davanti a noi un grande spazio aperto con al centro un lago. La nostra jeep lo lambisce quando dall’altra sponda ci appaiono un gruppo di elefanti di diverse taglie, che immergono la loro proboscide nel lago per poi portarla alla bocca! Sono uno spettacolo davvero. Ci avviciniamo a pochi metri, e ci troviamo in mezzo ad una di quelle scene da documentario! Dalle spalle di un grosso elefante spunta un cucciolo, ci dicono di circa due settimane e dal peso di oltre 100 kg. E’ davvero piccolo se lo si vede al fianco degli altri. Dopo poco l’elefante più grosso posa la sua  proboscide sull’orecchio del piccolo e lo conduce dall’altra parte del sentiero, come una tipica mamma che riprende il proprio figlio per le orecchie e lo mette in punizione! Due elefanti di media taglia intrecciano le loro proboscidi, poi si spingono con le zanne in un testa a testa. Una seconda jeep ammira dietro di noi gli splendidi animali,  quando improvvisamente uno sembra puntarci e si avvicina dritto verso la nostra jeep.. è davvero a due passi.. se allungasse la proboscide toccherebbe il tracker! La nostra jeep  tenta di arretrare, pur bloccata dalla jeep che ci segue! Ianko sembra un po’ agitato, quando si volta a guardare dietro e si accorge dell’auto che ci blocca la strada, mentre il tracker, il più vicino al pachiderma, è impassibile e sereno sulla sua postazione. Le due auto arretrano insieme e l’elefante torna dai suoi compagni. E’ stato senza dubbio una delle emozioni più forti essere contornati da questi grossi animali!!
Crediamo di aver raggiunto il punto più alto della nostra avventura e invece poco lontano da lì, in un secondo laghetto, spunta la testa di un ippopotamo che spalanca la sua bocca per qualche secondo.  A ben vedere ci accorgiamo che ce ne sono diversi. La guida ci racconta che sono gli animali più pericolosi del parco, quelli che causano più incidenti con l’uomo, pur sembrando pacifici. Dopo poco andiamo via e ci godiamo uno splendido tramonto.
La cena scorre tranquilla al nostro tavolo. Ci propongono tra le altre mille cose la carne di Kudu,  uno degli animali che poco prima avevamo ammirato nel parco. Ci spiegano però che gli animali che mangiamo non provengono dal parco ma d’allevamento.. meno male! Poco dopo Guido ci spiega che è usanza dare la mancia alla guida e al tracker e da qui nasce un dibattito su quanto dare: 100 rand a testa, o a coppia, da dividere tra le due guide, “troppo poco”, “troppo”, “io se domani vedo un ippopotamo in tutù gliene do anche 1000!” , “si ma quando lavoro io nessuno mi la da la mancia” e così via .. fino alla decisione finale.. Ci confrontiamo con i ragazzi di un altro tavolo che sembrano essere molto più ricchi di noi! Ci fanno notare che forse andrebbe data la mancia anche a Guido … e perché no a Moses (l’autista del nostro pullman).. qualcuno osa anche una mancia a Israel, un cameriere che ci seguiva al tavolo, ma la sua proposta viene segata!
Il nostro tavolo autosoprannominato tavolo degli straccioni” mestamente si avvia verso le camere, consapevole che le chiacchierate con gli altri ci hanno fatto raddoppiare la cifra da sborsare! “Era meglio stare zitti” qualcuno dice e andiamo a dormire, nella speranza che nell’ultimo safari non ci si presenti un ippopotamo in tutù!















1 commento:

  1. i primi piani sono meravigliosi! e poi è un piacere leggere il diario! con ritardo vi ho raggiunti..ora non vi mollo più!!! :-)

    valentina r.

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