La nostra route continua per regni e campagne.. la prima
tappa della giornata è proprio vicino l’hotel dove abbiamo dormito: le Cango
Caves! Sono delle grotte scoperte da alcuni pastori nell’1700 e qualcosa, ma da
alcuni utensili trovati all’interno si è scoperto essere molto più antiche.
Ci accoglie una guida molto in gamba, simpatico e
appassionato del suo lavoro. Il nostro gruppetto formato da 8 turisti si
appresta ad entrare, non prima di aver sentito tutte le regole da rispettare
una volta dentro: soprattutto è vietato toccare le rocce all’interno perché il
grasso della nostra pelle può alterarne la crescita.
La nostra guida ci porta all’interno dove è stata riprodotta
una scena di vita di popoli antichi che avevano evidentemente scoperto prima
del ‘700 le grotte. Ci spiega che la natura ci impiega milioni di anni a formare
una stalattite o una stalagmite; con un teatrale gesto e tono di voce…ci
accende le luci che illuminano la sala dove siamo! Ci sono tantissime forme che
scendono giù dal soffitto o salgono su dal pavimento…alcune sembrano drappi
appesi, con tanto di pieghe, altri hanno forme bizzarre. La nostra guida ci fa
scendere gradini, salire rampe e ci spiega passo passo la formazione di questa
meraviglia. Ci fa inoltre vedere dei segni di vandalismo a causa del fatto che
per un lungo periodo sono state aperte senza un effettivo controllo, facendo
entrare anche 200 persone contemporaneamente. Ci fa notare come in alcuni punti
toccati ripetutamente dall’uomo, la roccia è diventata scura, mentre alcune
stalattiti sono mozzate perché qualche genio ha voluto portarsi via un
souvenir…! Altre ancora riportano scritte a penna e a matita di nomi e frasi…
tutto il mondo è paese! Ma nonostante questi episodi, la grotta è conservata
davvero bene!
Il giro dura un’ora, dopo di che
risaliamo in superficie! Proseguiamo il nostro giro e per strada ci imbattiamo
in un allevamento di struzzi che ci guardano incuriositi mentre scattiamo delle
foto. Sono animali curiosi, si beccano l’un l’altro tirandosi delle piume, si
guardano intorno e si avvicinano a noi, forse in cerca di cibo (pare mangino di
tutto). Ripartiamo alla volta di una riserva, il Cango Wildlife Ranch che è una sorta di bioparco, dove all’interno
troviamo il rettilario, con alcune specie molto velenose e tipiche della zona
come il mamba verde e bianco; il recinto delle suricate.. simpaticissime! Si
mettono in piedi sulle zampe posteriori e guardano in giro! La gabbia degli
scoiattoli e una sorta di serra piena di pipistrelli giganti che si arrampicano
sulle nostre teste, strani uccelli, piccoli di coccodrillo e una vasca enorme
con vari pesci e tartarughe marine.
La nostra nuova guida, S’bu (si
pronuncia Sibu anche se Oscar continua a chiamarlo per tutto il giorno S’bu!
cercando di mettermi paura) ci accompagna in questo giro molto particolare. Qui
gli animali non sono in totale libertà, forse sono animali sequestrati o
feriti, e quindi poco abituati a vivere in natura. S’bu ci invita ad entrare
attraverso un varco; la prima impressione che abbiamo è che questo posto
ricorda un po’ le attrazioni delle giostre, tipo la casa dei fantasmi, forse
perché all’ingresso passiamo in una piccola stanza dove una parete tenta di
schiacciarci, mostrando in bella vista lo scheletro di un uomo. Ci chiediamo
cosa c’entra e dove siamo finiti, ma per fortuna questa ambientazione stile
“pirati” lascia il posto alle aree degli animali. Nella prima zona c’è una
grossa vasca con pesci colorati e dei piccoli di coccodrillo. Piccoli è la
parola giusta, sono poco più lunghi di una mano, poco più lunghi di una
lucertola. Nella stessa area a testa in giù scorgiamo dei pipistrelli giganti,
una cinquantina di centimetri forse. Poco dopo S’bu ci conduce su un ponte che
attraversa una pozza con dei coccodrilli immobili. Attraverso un congegno fa
tremare il ponte, ma nessuno sembra accusare il colpo, né apprezzare questo
simpaticissimo scherzo. Così in avanti tra avvoltoi, ippopotami, lontre, marabù,
fenicotteri e tartarughe giganti. Usciamo dalla prima area e su di una
palafitta in legno passiamo tra le aree dei felini: leoni bianchi, tigri del bengala,
leoni, un leopardo.. S’bu e altre due guide entrano nelle aree e accarezzando
gli animali ci spiegano un po’ della loro vita! Finita la visita decidiamo di
pranzare nel ranch, poi ripartiamo per Knysna che dista solo 100 km, nulla se paragonato
al cercare di salire su un battello che fa il giro della laguna, ma è sera ed
arriviamo troppo tardi! decidiamo di rimandare a domani questo giro e di
cercare subito l’albergo. Il nostro agriturismo è molto bello, ci viene dato un
cottage con tanto di caminetto, che accendiamo subito!













Ciao Imbimbi(plurale) complimenti per i vostri reportage, mi piace leggere a "caldo" le impressioni sul vostro viaggio.
RispondiEliminazia memi
che bei posti e che belle foto (tranne quella con i pipistrelli) particolari quelle con gli struzzi, (ma non aggrediscono?)carini i cuccioli! state visitando dei posti bellissimi. mi fanno sorridere le vostre minuziose descrizioni del mangiare...ma non dovreste nutrirvi di solo amore e poesia, siete in luna di miele!!!vi vedo ben messi, niente affatto patiti. Bravi!!
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