sabato 16 giugno 2012

Giorno 11. Mare e monti!

Sveglia di buon mattino, colazione nutriente e valigie pronte, questi gli ingredienti per iniziare una nuova giornata e un nuovo tratto del nostro viaggio. Alla reception chiediamo di prenotarci la famosa mini crociera sulle acque della laguna di Knysna.
Quando arriviamo al posto che ci hanno descritto, abbiamo una sorpresa: il battello non è come ce l’aspettavamo, di quelli con la ruota; in compenso un tipo ci porta su una sorta di motoscafo tutto per noi! La laguna è molto grande, e lui ci spiega che va piano in modo da permetterci di godere del paesaggio e scattare foto, ma sospettiamo lo faccia per risparmiare benzina e ammortizzare i costi di un’escursione con sole due persone… Comunque noi ci godiamo il giro! Facciamo un bel tratto, con il sole che si rispecchia sull’acqua e un clima davvero invidiabile.. se questo è l’inverno!!!! Arriviamo all’imbocco con il mare che a dirla tutta troviamo un po’ sporco! L’acqua ha sulla superficie tutta schiuma bianca…bleah!
Il giro finisce dopo un’oretta, e scegliamo di goderci un po’ questa bella giornata di sole facendoci una passeggiata tra i negozietti e le strade di questa città che ha belle case, rifinite e pulite (non c’è un muro crepato!) che sembrano tutte appena costruite. Veniamo attratti da un panificio/bar dove ci sediamo per un caffè.. sfortunatamente abbiamo appena fatto colazione, perché qui ci sono tipi di torte e di pani davvero spettacolari! Ma il nostro viaggio non può bloccarsi qui e proseguiamo con la nostra macchina verso nuovi orizzonti: destinazione Port Elisabeth, ultima tappa del nostro tour self-drive!
Lungo la strada passiamo per la foresta di Tsitsikamma, molto bella e selvaggia; decidiamo di lasciare la strada principale e addentrarci nell’interno attraverso una strada secondaria. Ci fermiamo in un villaggio con poche case dai colori accesi. Parcheggiamo e ci avviciniamo ad un cortile al cui interno c’è una persona che vende oggetti in legno o perline, batik e altre cose prodotte da una comunità locale. Ci sembra il posto giusto per fare qualche acquisto con la certezza di comprare oggetti locali. Il nostro amico venditore è molto simpatico e loquace e ci chiede in continuazione come si dicono alcune parole inglesi in italiano. Ci fa anche vedere la foto della sua comunità, circa 6 persone, che si sono unite per far fronte alle difficoltà lavorative. All’interno di un piccolo edificio di una sola stanza c’è il resto del suo negozio, dove altri oggetti catturano la nostra attenzione. Mentre incarta i nostri acquisti con un movimento maldestro il nostro amico urta una grossa giraffa in legno che cadendo fa una strage di ippopotami. Alcuni rimangono senza una gamba!!! Oscar si offre di raccoglierli e rimettere in piedi quelli ancora sani, e Simona in inglese si vanta con il venditore dicendogli di avere un marito ordinato!!
Riprendiamo il nostro viaggio verso Port Elizabeth, e quando arriviamo ci perdiamo nelle rampe della città. Questo posto ci sembra subito molto caotico, ricorda Napoli o la zona della stazione Tiburtina a Roma con le sue rampe sopraelevate. Non capiamo bene dov’è il centro, se c’è un centro, giriamo un po’ a vuoto perché i cartelli indicano solo dei luoghi, forse i quartieri, e non abbiamo con noi un navigatore. Alla fine decidiamo di affidarci a due signore che sembrano abbastanza affidabili, ma loro subito rispondono che sono di Pretoria!!! Noi ribattiamo che noi veniamo dall’Italia e loro mosse a compassione decidono di accompagnarci fino all’albergo.
Quando arriviamo nella nostra stanza ci rendiamo conto che non è così spettacolare come le altre.. o meglio, è elegante e curata ma non è particolare come gli altri posti dove abbiamo dormito; ci sembra un po’ poco “calda”, un po’ fredda e anonima, calcolando che è in un grosso edificio in piena città.. noi abituati ormai a cottage con tetto in paglia, caminetto, mega vasche e docce grandissime…!
Decidiamo di riposarci un po’ e successivamente scendere a cena, come richiesto alla reception. Scendiamo intorno alle 20 e chiediamo alla signorina dell’hotel dove si trova il ristorante e già ci puzza che ci indica fuori dalla porta dell’hotel. Immaginiamo che sia appena fuori la porta, e invece c’è il parcheggio. Rientriamo dalla signorina che già ci odia perché da quando siamo arrivati le abbiamo chiesto mille cose e lei ci propone di accompagnarci. Ci porta oltre il parcheggio e ci spiega che più avanti c’è un ristorante, chiamato “The Orange”. Scherzando ci dice che siamo coraggiosi ad uscire senza giacca…ah! Tu scherzi! Certo che siamo senza giacca, dovevamo solo scendere a cena! Potevi pure dircelo che non era il ristorante dell’albergo! Insomma, siamo arrivati a questo posto senza giacca e vestiti così com’eravamo in hotel (avranno pensato che siamo dei poveracci, ma tanto chi li rivede più?!?); abbiamo ordinato solo 2 zuppe del giorno (eh, si qui la zuppa va per la maggiore!) e due bottigliette d’acqua (quindi ancora più pezzenti!) perché avevamo pranzato molto tardi ed perché eravamo molto stanchi… ma ci siamo trovati lo stesso il divertimento serale: accanto al nostro tavolo c’è un ragazzo vestito di tutto punto, tutto di nero, sembra un boss appena uscito da qualche film di spionaggio, appena seduto ha ordinato whisky e coca cola e si è sbafato da solo un polipo intero! Noi ci siamo fatti grandi film su di lui e sui suoi traffici illeciti!
La signorina amica nostra della reception appena entriamo ci segnala che abbiamo la luce interna della macchina accesa. La ringraziamo e andiamo subito a controllare… ma non è vero! La macchina con la luce accesa è una mega auto di lusso.. magari fosse quella la nostra.. ma non a noleggio!
Tornati in hotel ci siamo messi a preparare la nostra “laundry bag”, la busta della biancheria sporca da dare alla reception la mattina successiva; siamo a secco di biancheria pulita e iniziamo a compilare la lista che ci fornisce l’hotel, cercando su internet i vari nomi delle cose che vogliamo che ci lavino…abbiamo imparato parole nuove!
















1 commento:

  1. Io ho il dubbio che quella grossa giraffa caduta rovinosamente su altri animali non sia stata toccata dal venditore ma da simona che e' famosa per provocare danni.Consiglio per Oscar quando si esce con Simona portarsi dietro piccole merendine o cioccolate altrimenti divente irrascibile per la fame.Bacioni zm

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