Il nostro viaggio cambia di nuovo pelle. Oggi inizia la
quarta parte del nostro viaggio: dopo il tour di gruppo e i safari nelle
riserve private intorno al parco Kruger, dopo la visita sempre in gruppo di
Cape Town e il capo, dopo la Garden Route
da Cape Town a Port Elizabeth in self-drive, oggi ci mettiamo in viaggio verso
lo Zimbabwe, precisamente verso le cascate Vittoria, a nord del Paese, ai
confini con lo Zambia. Di questa parte del viaggio sappiamo poco, non abbiamo
guide, non abbiamo letto nulla. Ci hanno solo detto che andare in Sud Africa e
non fare una capatina alle Victoria Falls in Zimbabwe è come venire in Italia e
non vedere Firenze. Lasciamo perciò il nostro hotel di Johannesburg, dove
torneremo tra 3 giorni, non prima di aver lasciato alla reception le nostre due
valigie grandi, per portare con noi solo un borsone piccolo, uno zainetto e la
macchina fotografica. All’aeroporto un
uomo cerca di convincerci di abbandonare la lunga fila per il check-in e
avvicinarci ad una macchinetta automatica. Simona subito ci casca, ma Oscar la
ritira nella fila intuendo che è uno dei soliti modi per chiedere la mancia!
Partiamo, il volo è breve, poco meno di due ore. Arriviamo all’aeroporto di
Victoria Falls e…..iniziano le sorpese! In tutto l’aeroporto ‘è solo un aereo e
pochi monoposto parcheggiati in un angolo. Entriamo e ci troviamo in una sala
che assomiglia ad una piccola stazione di paese, di quelle che passa solo uno o
due treni in una giornata. I banconi dove ci verrà messo il visto sono in
legno, come le poste di una volta. Dietro 4-5 addetti che sbrigano le pratiche,
tutto rigorosamente in forma cartacea, perché non hanno un pc! Scopriamo che
c’è una tassa d’ingresso da pagare, “single visa or double visa?”, ma nessuno
ci spiega la differenza. Noi siamo senza contanti e in un posto così ci pare
improbabile che ci dicano che si possa pagare con la carta… e infatti così è!!
Che facciamo? L’addetto alla dogana fa uscire solo Oscar, mentre Simona aspetta
raminga di capire come entrare. Alla fine l’uomo del tour operator locale ci
anticipa i contanti per pagare la tassa, forse è abbastanza abituato ad una
situazione del genere. Il doganiere ci fa passare ma chiede insistentemente
qualcosa, che Oscar non afferra subito. Poi capiamo che si tratta della mancia
per ripagare la gentilezza.
In attesa che
arrivino tutti i partecipanti del tour con un secondo aereo, individuiamo una
coppia di italiani, due pugliesi trapiantati a Pavia, e poi un’altra ancora di milanesi. Finalmente
si parte attraverso un paesaggio molto diverso da quello del Sud Africa,
sicuramente molto affascinante e selvaggio. Qui intorno sembra non esserci
nulla, savana, terra rossa, alberi secchi e un caldo notevole. Dopo una ventina
di minuti raggiungiamo la città, si fa per dire! Quattro edifici
prevalentemente turistici in mezzo al nulla! Proviamo a fare un bancomat, forse
l’unica possibilità che abbiamo pensiamo, ma lo sportello non funziona. Noi due
in Zimbabwe, senza soldi, senza poter fare un bancomat e con 60 dollari di debito!
Iniziamo a preoccuparci, ma il nostro creditore ci tranquillizza e dopo aver
accompagnato tutti gli altri ci porta presso un altro sportello che finalmente
funziona! Saldiamo il nostro debito e arriviamo finalmente in hotel, solo
mezz’ora prima dell’appuntamento per la gita in battello sul fiume Zambesi!
Il tempo di metterci più freschi e siamo di nuovo fuori
dall’hotel, pronti per il nostro pulmino che ci porta al giro sul battello!
Ovviamente non abbiamo fatto in tempo a mangiare e Simona ripete questo
problema più volte..! Meno male che appena saliamo sulla nostra imbarcazione ci
offrono birra e succhi e soprattutto degli stuzzichini niente male! Pesce
impanato, tortine di verdure, ali di pollo e stuzzichini vari…lo stomaco è
salvo!
Il giro dura circa due ore ed è veramente affascinante:
riusciamo a scorgere coccodrilli sulla riva e ippopotami che sono a pelo
d’acqua e spruzzano felici.. nel frattempo chiacchieriamo con i nostri nuovi
connazionali e ne conosciamo degli altri: scarpe da trekking, pantaloni di
decathlon con tasche e cerniere, molto sportivi e attrezzati come noi. Loro
vengono da Pistoia e hanno deciso di fare un viaggio addirittura più
avventuroso del nostro. Botswana, Zimbabwe e Namibia!
Ci raccontano il loro giro e noi il nostro mentre il
battello continua dolcemente ad andare sul fiume e il sole a calare e creare
bellissimi colori nel cielo.
Ritorniamo a riva e ci prepariamo per una doccia nel nostro
albergo, prima di una cena veramente buona, a ritmo di musica! Arrivano infatti
nella sala, tutta di legno scuro con delle pareti in plastica che affacciano
direttamente sull’esterno, alcuni gruppi musicali, vestiti con costumi locali e
scalzi che cantano a cappella. Sono davvero bravi, la musica si accompagna bene
al cibo che stiamo mangiando e decidiamo a fine esibizione di comprare un loro
cd! Oscar li ha definiti un po’ i “Neri per caso” africani…che battutona…!!!!!Subito
dopo arriva un altro gruppo che accompagna le voci con tamburi. Anche questi ci
propongono il cd, ma reputiamo che uno basta!









Qui vi seguiamo fedelmente!
RispondiEliminaSimo, fammi sapere se dobbiamo venirvi a riprendere quando tornate così ci si organizza =)
Jak
sto segnando tutto....inizio a bacchettare Elia!!
RispondiEliminaDalì
simona, vedi i vantaggi del matrimonio...qualcuno che ti prende per mano e ti rimette in fila...sei nel paese delle meraviglie ma non fare Alice!!!! ciao e bacio tenero mamma
RispondiEliminaScusa Oscar ma i soldi te li dovevi far dare tu dal doganiere per riprendere Simona.
RispondiEliminaValerio