martedì 19 giugno 2012

Giorno 14. Due stranieri alla frontiera dello Zimbabwe!!!

Il nostro viaggio cambia di nuovo pelle. Oggi inizia la quarta parte del nostro viaggio: dopo il tour di gruppo e i safari nelle riserve private intorno al parco Kruger, dopo la visita sempre in gruppo di Cape Town e il capo,  dopo la Garden Route da Cape Town a Port Elizabeth in self-drive, oggi ci mettiamo in viaggio verso lo Zimbabwe, precisamente verso le cascate Vittoria, a nord del Paese, ai confini con lo Zambia. Di questa parte del viaggio sappiamo poco, non abbiamo guide, non abbiamo letto nulla. Ci hanno solo detto che andare in Sud Africa e non fare una capatina alle Victoria Falls in Zimbabwe è come venire in Italia e non vedere Firenze. Lasciamo perciò il nostro hotel di Johannesburg, dove torneremo tra 3 giorni, non prima di aver lasciato alla reception le nostre due valigie grandi, per portare con noi solo un borsone piccolo, uno zainetto e la macchina fotografica.  All’aeroporto un uomo cerca di convincerci di abbandonare la lunga fila per il check-in e avvicinarci ad una macchinetta automatica. Simona subito ci casca, ma Oscar la ritira nella fila intuendo che è uno dei soliti modi per chiedere la mancia! Partiamo, il volo è breve, poco meno di due ore. Arriviamo all’aeroporto di Victoria Falls e…..iniziano le sorpese! In tutto l’aeroporto ‘è solo un aereo e pochi monoposto parcheggiati in un angolo. Entriamo e ci troviamo in una sala che assomiglia ad una piccola stazione di paese, di quelle che passa solo uno o due treni in una giornata. I banconi dove ci verrà messo il visto sono in legno, come le poste di una volta. Dietro 4-5 addetti che sbrigano le pratiche, tutto rigorosamente in forma cartacea, perché non hanno un pc! Scopriamo che c’è una tassa d’ingresso da pagare, “single visa or double visa?”, ma nessuno ci spiega la differenza. Noi siamo senza contanti e in un posto così ci pare improbabile che ci dicano che si possa pagare con la carta… e infatti così è!! Che facciamo? L’addetto alla dogana fa uscire solo Oscar, mentre Simona aspetta raminga di capire come entrare. Alla fine l’uomo del tour operator locale ci anticipa i contanti per pagare la tassa, forse è abbastanza abituato ad una situazione del genere. Il doganiere ci fa passare ma chiede insistentemente qualcosa, che Oscar non afferra subito. Poi capiamo che si tratta della mancia per ripagare la gentilezza.
In  attesa che arrivino tutti i partecipanti del tour con un secondo aereo, individuiamo una coppia di italiani, due pugliesi trapiantati a Pavia,  e poi un’altra ancora di milanesi. Finalmente si parte attraverso un paesaggio molto diverso da quello del Sud Africa, sicuramente molto affascinante e selvaggio. Qui intorno sembra non esserci nulla, savana, terra rossa, alberi secchi e un caldo notevole. Dopo una ventina di minuti raggiungiamo la città, si fa per dire! Quattro edifici prevalentemente turistici in mezzo al nulla! Proviamo a fare un bancomat, forse l’unica possibilità che abbiamo pensiamo, ma lo sportello non funziona. Noi due in Zimbabwe, senza soldi, senza poter fare un bancomat e con 60 dollari di debito! Iniziamo a preoccuparci, ma il nostro creditore ci tranquillizza e dopo aver accompagnato tutti gli altri ci porta presso un altro sportello che finalmente funziona! Saldiamo il nostro debito e arriviamo finalmente in hotel, solo mezz’ora prima dell’appuntamento per la gita in battello sul fiume Zambesi!
Il tempo di metterci più freschi e siamo di nuovo fuori dall’hotel, pronti per il nostro pulmino che ci porta al giro sul battello! Ovviamente non abbiamo fatto in tempo a mangiare e Simona ripete questo problema più volte..! Meno male che appena saliamo sulla nostra imbarcazione ci offrono birra e succhi e soprattutto degli stuzzichini niente male! Pesce impanato, tortine di verdure, ali di pollo e stuzzichini vari…lo stomaco è salvo!
Il giro dura circa due ore ed è veramente affascinante: riusciamo a scorgere coccodrilli sulla riva e ippopotami che sono a pelo d’acqua e spruzzano felici.. nel frattempo chiacchieriamo con i nostri nuovi connazionali e ne conosciamo degli altri: scarpe da trekking, pantaloni di decathlon con tasche e cerniere, molto sportivi e attrezzati come noi. Loro vengono da Pistoia e hanno deciso di fare un viaggio addirittura più avventuroso del nostro. Botswana, Zimbabwe e Namibia!
Ci raccontano il loro giro e noi il nostro mentre il battello continua dolcemente ad andare sul fiume e il sole a calare e creare bellissimi colori nel cielo.
Ritorniamo a riva e ci prepariamo per una doccia nel nostro albergo, prima di una cena veramente buona, a ritmo di musica! Arrivano infatti nella sala, tutta di legno scuro con delle pareti in plastica che affacciano direttamente sull’esterno, alcuni gruppi musicali, vestiti con costumi locali e scalzi che cantano a cappella. Sono davvero bravi, la musica si accompagna bene al cibo che stiamo mangiando e decidiamo a fine esibizione di comprare un loro cd! Oscar li ha definiti un po’ i “Neri per caso” africani…che battutona…!!!!!Subito dopo arriva un altro gruppo che accompagna le voci con tamburi. Anche questi ci propongono il cd, ma reputiamo che uno basta!
Ci addormentiamo con la curiosità di immaginare le cascate il giorno successivo….










4 commenti:

  1. Qui vi seguiamo fedelmente!
    Simo, fammi sapere se dobbiamo venirvi a riprendere quando tornate così ci si organizza =)

    Jak

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  2. sto segnando tutto....inizio a bacchettare Elia!!
    Dalì

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  3. simona, vedi i vantaggi del matrimonio...qualcuno che ti prende per mano e ti rimette in fila...sei nel paese delle meraviglie ma non fare Alice!!!! ciao e bacio tenero mamma

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  4. Scusa Oscar ma i soldi te li dovevi far dare tu dal doganiere per riprendere Simona.

    Valerio

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