sabato 23 giugno 2012

Giorno 18. Il torpedone per Mahebourg

Ci svegliamo in un caldo infinto! Finalmente c’è un sole da paura, neanche una nuvola in cielo…l’oceano dalla nostra finestra è fantastico! Scendiamo per la colazione con il timore di essere arrivati tardi (sono le 9.45) invece siamo ancora in tempo, anche se alcune cose sono finite!
Dopo la colazione siamo pronti: costume addosso, pantaloncini e maglietta, asciugamani e crema solare.. andiamo ad esplorare un po’ la baia! Facciamo una lunga passeggiata e incontriamo il nostro primo amico mauriziano: Renè, venditore del luogo che ci mostra collanine varie, ci spiega un po’ cosa c’è nei dintorni e ci dice, in un italiano un po’ stentato, che lui ha imparato la nostra lingua sulla spiaggia, con turisti come noi. Per spiegarci dove si trovano la città e il luogo dove fare snorkeling, ci fa un disegno sulla sabbia: mitico! Ci saluta e proseguiamo il nostro giro dove vediamo anche una donna che sugli scogli pulisce alcuni pesci. Ci giriamo ed esploriamo l’altra parte della baia, dove finalmente troviamo il nostro posto ideale: riparato dal vento e abbastanza deserto: asciugamani per terra e sprofondiamo in un bel sonno, o almeno è quello che tentiamo di fare perché di li a poco ci raggiunge il nostro secondo amico del luogo: Vin-prezzo-buono, come si presenta lui! Ci spiega che la sua boutique è molto piccola, è proprio li con lui e ci mostra lo zaino: da li tira fuori collanine come quelle di Renè, fatte con gli aculei dei ricci di mare, con corallo azzurro e soprattutto con corallo rosso che, ci spiega, da noi in Italia c’è in Sardegna e costa un sacco di soldi. Ci racconta che le collanine le fa lui e la sua famiglia per poi venderle. Ci spiega che non è sposato ma ha una ragazza. Dopo aver sentito che siamo appena sposati (lo diciamo per spiegargli che dopo il matrimonio non abbiamo molti soldi, sperando di togliercelo di dosso), dice ad Oscar: “Tu sei un grande pescatore, perché hai pescato bella moglie”. Ci inizia a sparare i prezzi delle collanine che effettivamente non costano nulla, e di fronte al problema che non abbiamo soldi cono noi, non si fa problemi: lui lavora li intorno, ci può lasciare le collane e quando prendiamo in hotel i soldi glieli ridiamo.
Iniziamo a contrattare, lui vorrebbe darci tre collane con in regalo un bracciale, ma Oscar gli dice: “noi siamo una di Roma e uno di vicino Napoli: facciamo 4 collane, senza bracciale e ci togli qualcos’altro di soldi!” Il tipo risponde che sa che i napoletani sono furbi e sorridendo accetta l’offerta. Terminiamo gli acquisti con lui e stiamo di nuovo in posizione sonno quando arriva un altro venditore: questo non parla italiano come gli altri ma si fa capire: ha un borsone e la prima cosa che ci mostra è la sua licenza di venditore di spiaggia,  con tanto di suo nome e foto. Ci inizia ad esporre la propria mercanzia mentre noi ridendo gli rispondiamo che non abbiamo soldi: il ragazzo non demorde e tira fuori: pareo bello con sopra dodo, animale della cui estinzione i mauriziani non si fanno una ragione: è presente ovunque ed è l’emblema dell’isola! Ci mostra un altro pareo, questa volta fucsia, sempre con dodo e ibisco, poi un terzo dodo…Simona inizia a ridere, mentre il meglio deve ancora venire:  propone ad Oscar delle camicie awajane di improbabili colori! Le prova su Oscar dicendo che sta proprio bene! Si…ad Honolulu!
Riusciamo a fargli capire che possiamo risollevare noi l’economia dell’isola e finalmente se ne va…decidiamo di tuffarci in acqua così non ci scocciano più! L’acqua inizialmente è fredda ma poi ci si abitua e sotto è calda.. trasparente tipo quella della Sardegna, con sabbia bianca e fondale visibile ad  occhio nudo. La spiaggia non  è particolarmente frequentata.. anzi.. è quasi vuota, perché qui siamo in inverno, nonostante il clima permette di fare il bagno tranquillamente! Tra i pochi frequentatori della spiaggia notiamo 3 ragazze che fanno il bagno vestite. Crediamo siano musulmane, e dopo Vin ci conferma che sull’isola è presente una folta comunità indiana e una musulmana. Poco dopo in lontananza sulla spiaggia arriva una scolaresca di bambini di 5-6 anni accompagnati dalle loro educatrici, vestite con abiti chiaramente musulmani. Tutti i bambini hanno la divisa e le bambine il velo in testa, e giocano esattamente come tutti i bambini del mondo: scavano buche, fanno castelli, si rincorrono e fanno la lotta!
Dopo aver pranzato in una trattoria locale e terminato il nostro credito in dollari, presi in Zimbabwe, abbiamo bisogno di fare un bancomat e decidiamo di prendere il pullman che da Blue Bay porta alla cittadina più vicina, Mahebourg. Il pullman è uno spettacolo, piccolo e mezzo scassato. Sul cruscotto ci sono bene allungati almeno 3-4 asciugamani da spiaggia; l’autista ci dice che partirà tra 5 minuti ma poi sparisce per 20.. nel frattempo sale un gruppetto di adolescenti che, anche qui, come tutti gli adolescenti del mondo, canta, mette la musica del cellulare a tutto volume e soprattutto ha una ragazzetta del gruppo che evidentemente non ha retto bene l’alcol.. infatti viene sorretta da due amiche che la portano e la fanno sedere. I biglietti li facciamo sul mezzo, ovviamente non c’è macchinetta. La porta della salita passeggeri rimane mezza aperta.. e un paletto verticale che dovrebbe essere di appoggio per le persone, è chiaramente staccato alla sommità e balla con l’andare del pullman.
Arriviamo a Mahebourg.. sappiamo che i negozi sono chiusi perché qui il giovedì chiudono alle 12, in quanto i negozianti vanno a rifornirsi all’ingrosso a Port Louis, la capitale. Facciamo una passeggiata sul lungomare, poi ci addentriamo nelle stradine abbastanza povere e popolari. Le case non sono curate, anzi, il tutto da un’idea di un’isola abbastanza povera, come ci aveva già raccontato il nostro amico italiano.
Entriamo in un supermercato per comprare dentifricio e sorpresa….troviamo la Nutella! Ovviamente non possiamo resistere alla tentazione e compriamo per l’occasione anche due pezzi di pane. In hotel ci aspetta una ricca merenda! Il supermercato è gestito da persone indiane, sono tutti indiani in questo paese. Ci piace osservare un po’ la vita delle persone comuni, posti non per turisti ma dove la gente della città fa le cose che fa ogni giorno, senza badare alla nostra presenza di stranieri in vacanza.
Iniziano a chiudere i negozi, il sole cala e corriamo a fare il nostro bancomat, poi ci dirigiamo al piazzale dei pullman, ma è vuoto! Dalle 18 in poi solo taxi, ci dicono. Non serve chiamarlo, se ne avvicina subito uno che per cinque volte il prezzo del biglietto ci porta al nostro hotel. Ma è una spesa sostenibile.. 200 rupie sono poco più di 5 euro!  La serata nel nostro hotel è tranquilla,  e noi ne approfittiamo per prenotare l’escursione di domani… si va in catamarano!



1 commento:

  1. non vi smentite proprio, immagino la vostra faccia davanti alla nutella!! mi fa sorridere pensare ai venditori di collanine, con due clienti come voi e quando si arricchiscono!!! ciao

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