Questa
mattina l’aria è diversa.. sembra di essere in un altro viaggio. A colazione
solo altre due coppie del nostro gruppo che partono nel pomeriggio perché gli
altri si sono svegliati di buon mattino per raggiungere l’aeroporto.
Constatiamo con malinconia di non poter più condividere quest’avventura insieme
ai nostri nuovi amici; allo stesso tempo non ci dispiace intraprendere la terza
parte del viaggio in una modalità a cui siamo molto più abituati e che ci
permette anche di dedicarci un poi più a
noi due.
Verso le
10 arriva in hotel la nostra auto a noleggio: una Chevrolet Aveo grigia ovviamente con guida a destra!
Inizia per noi una nuova avventura, la Garden Route, ovvero la costa che da
Cape Town arriva a port Elisabeth. Il nostro viaggio sarà itinerante e ogni
sera dormiremo in un posto diverso. Abbiamo un programma ma ci piace l’idea di
poterlo stravolgere e come nei nostri soliti viaggi, poter chiedere alle
persone che incontriamo e cambiare il nostro percorso. Unico vincolo da
rispettare sono le strutture per dormire, già pagate e prenotate!
All’inizio
il guidatore è molto teso e concentrato: per uscire dalla città imbocchiamo
subito una strada a scorrimento veloce e cerchiamo di districarci tra i
cartelli delle indicazioni per capire come raggiungere la nostra prima tappa
che dista circa 500 km! Bisogna ammettere: questo marito è pieno di risorse e
in poco tempo prende confidenza con il veicolo e con la modalità di guida
locale! Dopo i primi 120 km raggiungiamo Hermanus; il tempo non è dei migliori
e inizia a piovere1 Decidiamo di prendere un caffè in attesa di un eventuale
schiarita. L’occasione e il luogo trovato sono perfetti per rifare di nuovo
colazione: toast con uova al tegamino e bacon! Il nostro colesterolo ci
ringrazia vivamente!
Siamo
venuti qui per avvistare le balene che si avvicinano alla costa per partorire..
sembra che il periodo buono per avvistarle sia da giugno ad ottobre per cui
nonostante la pioggia decidiamo di camminare sul lungo mare…ma niente!
Evidentemente hanno deciso di partorire in casa con l’ostetrica come una volta!
Oscar è veramente dispiaciuto ed è stato davvero difficile riportarlo in
macchina.. ogni due passi si girava e guardava l’orizzonte speranzoso.. ma
niente, neanche una pinna!
Il nostro
viaggio prosegue alla volta di Oudtshoorn, ma c’è ancora tanta strada, circa
400 km! La fame aumenta e alle 15.30 ci fermiamo a Swellendahm in un delizioso
ristorante che non speravamo e invece ci fa pranzare a quest’ora tarda!
Cerchiamo di ordinare la zuppa del giorno che è a scelta tra quella al pomodoro
(che capiamo subito) ed un’altra che proprio non riusciamo a decifrare! Oscar
si addentra nella cucina dove trova la proprietaria che gli mostra uno strano
tubero giallo, simile ad una pera. Ormai abbiamo già ordinato l’altra ma va
bene così, è molto buona! La signora, vestita tutta di nero, con tanto di
cappotto e grazioso cappellino, attacca bottone subito inizialmente con Oscar
raccontandogli che è stata anni fa in Italia, in Sicilia e a Napoli dove ha
assaggiato una mozzarella buonissima: tagliandola usciva davvero latte! Parlano
della cucina italiana e quando arrivo io in corridoio, Oscar mi presenta: “She
is my wife!” E’ forse la prima volta che ha la possibilità di dire così e fa un
certo effetto! La signora, insieme alla zuppa, ci fa portare a tavola una
ciotolina di pesto, fatto grazie alla ricetta italiana di un suo amico e ci
invita a mescolarla nella zuppa.. il risultato è molto buono! Ci viene in mente
che anche in Italia potremmo mescolare del pesto al sugo al pomodoro, invece
che metterci solo il basilico!
Mangiamo
in una stanza con caminetto e mobili in legno, tipica atmosfera da autunno,
visto che fuori continua a piovere!
Alla fine
del pasto ringraziamo la signora che ci augura una meravigliosa vita insieme!!!
Ci
rimettiamo in viaggio, percorrendo una strada di montagna molto bella, la route
62, passando per alte montagne e piatte distese. Non riusciamo a godere appieno
del paesaggio un po’ per la pioggia/nebbia, un po’ perché intanto fa buio.
Arriviamo nel tardo pomeriggio ad Outdshoorn e ci mettiamo un po’ per trovare
l’hotel. La città è famosa per i suoi allevamenti di struzzi, molto apprezzati
nell’800. Nell’hotel ci viene assegnata una camera molto grande e ben curata,
tranne per il bagno che è congelato! Abbiamo fame e dalla reception ci dicono
che il modo più veloce per mangiare è ordinare 2 pizze. In Sudafricaaa? Se è
l’unico modo per mettere sotto i denti qualcosa… vabbè …. Non sarà la vera
pizza napoletana con bufala e pachino, però sempre qualcosa è! Quando arrivano
le pizze le nostre aspettative vengono completamente disattese.. il nostro commento
è stato “peggio delle pizze congelate del supermercato!!”. Per fortuna abbiamo
con noi la bottiglia di vino che ieri sera ci è stata regalata da Valeria ed
Alberto! Beviamoci su.. un brindisi e cotti dimentichiamo la pessima pizza
sudafricana!






....al commento "questa è mia moglie"...mi sono commossa....pazienza per le balene....
RispondiEliminaDalì
anch'io sto realizzando questo...ma bando alle tenerezze e grazie per questa magnifica idea di farci partecipare al vostro viaggio.
RispondiEliminaciao coniugi Imbimbo e a risentirci alla prossima tappa.
mamma/suocera(anche noi genitori abbiamo cambiato dicitura...)